Nelle cose più piccole
Copertina per il libro di Celeste Valenti, Pratiche di āyurveda per la vita quotidiana. A destra l’illustrazione originale, senza titoli.
Illustratrice e artista visiva
Disegna i sogni, gli archetipi e i riti: immagini intime che custodiscono una memoria più antica e condivisa.
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Tavole digitali, 2023–2026. Tocca un’opera per vederla a tutto schermo.
Copertina per il libro di Celeste Valenti, Pratiche di āyurveda per la vita quotidiana. A destra l’illustrazione originale, senza titoli.
Il mito di Persefone come discesa e ritorno: un racconto per tavole in cui il sogno e il mondo sotterraneo si confondono.
Una serie di illustrazioni per i segni zodiacali, tra soli, lune e figure che si specchiano.
Animazioni sperimentali e illustrazioni in movimento.
2025
Residenze artistiche di arte contemporanea in Puglia dedicate al tema del rito. Durante la residenza nasce Riti di passaggio. Evento conclusivo il 20 dicembre 2025.
2024
Nell’ambito della XXII edizione di Imaginaria, festival internazionale del cinema d’animazione. 18–25 agosto 2024.
2023
Selezionata tra le venti migliori proposte della call. 15 dicembre 2023 – 19 gennaio 2024.
Valentina Tamburrano è nata in Puglia nel 1992. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Bari, dove si è laureata in Grafica.
La sua ricerca esplora il linguaggio simbolico delle immagini e i suoi legami con l’inconscio, il sogno e le pratiche rituali. Il suo immaginario è profondamente influenzato dall’iconografia medievale e dall’arte orientale, così come dalle visioni di Odilon Redon e Leonora Carrington. Un riferimento centrale è l’opera di Carl Gustav Jung, in particolare le teorie degli archetipi e dell’inconscio collettivo, insieme all’universo visivo del Libro Rosso.
Attraverso il disegno e l’illustrazione indaga il rapporto tra esperienza individuale e patrimonio simbolico condiviso, guardando al sogno come a uno spazio in cui affiorano immagini, ricordi e forme archetipiche. Il suo lavoro abita uno spazio tra realtà e immaginazione, in cui i simboli diventano un modo per interpretare l’esperienza umana e il linguaggio visivo assume una qualità evocativa, attingendo a un immaginario mitologico, spirituale e rituale.
L’interesse per i riti, intesi come pratiche attraverso cui i significati condivisi si trasmettono e si trasformano, è parte integrante di questa ricerca, approfondita con la partecipazione a Trassùna, residenza d’artista a Palazzo Pinto, in provincia di Bari, dedicata al tema del rito.
Accanto alla ricerca personale lavora nell’illustrazione editoriale. Nel 2024 ha illustrato Oracoli dello Zodiaco (Vivida Books), Oracolo del Cielo (Pensa Editore) e Circle of Farm Life, pubblicato dalla casa editrice americana Ozark Hollow Press. Nel 2026 ha firmato la copertina di Nelle cose più piccole, edito da Rizzoli.
La ricerca nasce dall’interesse per le immagini che abitano l’inconscio e per il linguaggio simbolico attraverso cui si manifestano. Il sogno è un campo d’indagine privilegiato: uno spazio in cui l’esperienza individuale si intreccia con un immaginario più antico e condiviso, fatto di archetipi, miti e simboli che attraversano culture ed epoche diverse.
Il pensiero di Carl Gustav Jung, in particolare il concetto di inconscio collettivo, è uno dei principali riferimenti teorici. La ricerca esplora la possibilità che immagini apparentemente intime e personali portino con sé significati universali, rivelando legami tra la psiche individuale e il patrimonio simbolico dell’umanità.
In questo processo il disegno diventa uno strumento di esplorazione e di interpretazione, un modo per dare forma a ciò che sfugge al linguaggio razionale. Le immagini si sviluppano per associazioni simboliche, suggestioni oniriche e rimandi iconografici, in composizioni dove elementi familiari e figure enigmatiche convivono in uno spazio sospeso e ambiguo.
Un altro aspetto riguarda il rapporto tra sogno e rito. Pur operando in modi diversi, entrambi possono essere intesi come processi attraverso cui l’essere umano dà senso all’esperienza, traducendo contenuti interiori in immagini, gesti e narrazioni. Il lavoro indaga le possibili corrispondenze tra queste due dimensioni, osservando come simboli ricorrenti possano emergere tanto nell’immaginazione individuale quanto nelle pratiche rituali collettive.
La pratica non cerca di offrire interpretazioni definitive dei simboli, ma di esplorarne l’ambiguità e il potenziale evocativo, lasciando coesistere più letture. Attraverso le immagini, Tamburrano crea uno spazio di incontro tra la memoria personale e ciò che sembra appartenere a una memoria più antica e condivisa, interrogando il confine sottile tra esperienza individuale e immaginario collettivo.